settembre 5, 2012

La Truffa dei Click Fraudolenti Google Adwords e Adsense in pericolo

PPC – Pay per Click truffa – Click Fraudolenti prima parte

Fonte: http://www.businessweek.com/stories/2006-10-01/click-fraud#r=related-rail

Tradotto da: Roberto de Bortoli  SEO/Copywriter/Free Lance

click Fraud pay per click truffa

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Martin Fleischmann ha riposto la sua fiducia nella pubblicità online. Ha usato questo modello pubblicitario per costruire la sua società di Atlanta, MostChoice.com, che offre ai consumatori prezzi e tariffe e altre informazioni su assicurazioni e mutui. L’anno scorso ha pagato a Yahoo! Inc. (YAHOO) E Google Inc. (GOOGLE)  per un totale di 2 milioni di dollari in pubblicità.

Il 40enne imprenditore ha creduto alla promessa e alla sfida lanciata dal marketing online: e nel modello del pay per click in cui si paga solo quando i clienti potenziali fanno clic sui tuoi annunci.

Ora, la fede del povero imprenditore Fleischmann è stata scossa mortalmente. Negli ultimi tre anni, ha notato un numero crescente di clic sconcertanti provenienti da luoghi come il Botswana,  Mongolia, e Siria. 

Questo gli sembrava alquanto strano, dal momento che i suoi clienti principali erano in cerca di assicurazioni e brokers legati a istituti bancari per mutui e ipoteche ed altro negli  Stati Uniti. Fleischmann ha una laurea in economia alla Yale University e un MBA presso la Wharton, e ha deciso di utilizzare un software appositamente progettato per scoprire se gli annunci MostChoice potevano essere cliccati da lidi lontani aveva non è apparso sulle pagine di Google o Yahoo ma su siti web con nomi curiosi come insurance1472.com e insurance060.com.  Insomma si sentiva puzza di truffa, e si calcola che questa frode sia costata alla sua attività più di 100.000 dollari solo nel 2003.

Fleischmann è una delle tante vittime della Truffa dei Click Falsi: una raccolta vertiginosa di truffe e inganni che a discapito degli inserzionisti gonfia le bollette pubblicitarie per migliaia di aziende di tutte le dimensioni.

La truffa del pay per click falso è un flagello ed ha una diffusione enorme e rappresenta una minaccia enorme alla domanda di pubblicità su Internet.  Google e Yahoo, sono in bilico perchè i loro imperi digitali dipendono da tutto quest’oro che arriva nelle loro casse sotto forma di pubblicità.

La crescente schiera di imprenditori preoccupati per i click falsi non hanno alcun reclamo da fare per la posizione dei loro annunci pubblicati sulle pagine Web di Google o Yahoo o Facebook, spesso accanto ai risultati di ricerca. 

Il problemi sorgono quando i giganti di Internet aumentano i loro profitti riciclando ads su milioni di altri siti, ad esempio cnn.com, o come insurance1472.com, che visualizzano elenchi di annunci e niente altro. Quando qualcuno fa clic su questi annunci riciclati, di marketing come MostChoice questi ultimi fatturano a loro nome, e anche se a volte gli scatti sembrano provenire dalla Mongolia. Google o Yahoo quindi condividono le entrate con una catena di host e di siti web.  

Ciò significa che Google e Yahoo e Facebook, a volte condividono i proventi passivi dei profitti da clic falsi e partecipano alla truffa inconsapevolmente, e in teoria, hanno un incentivo a tollerarlo. 

Google, Yahoo e Facebook dicono di filtrare i clic più discutibili, e non fanno pagare per quest’ultimi e rimborsano gli inserzionisti per i click falsi che sono stati indebitamente fatturati.

Determinati a evitare una reazione negativa del pubblico, i titani di Internet, tentano di mettere a tacere le voci discordi, affermando che l’entità dei click falsi è stata esagerata, e sottolineano che combattono con vigore il problema. ”Pensiamo che questo tipo di frode dei click falsi sia un problema serio, ma gestibile”, afferma John Slade, senior director di Yahoo per la gestione globale dei prodotti. ”Google si impegna ad individuare tutti i clic non validi che passano attraverso il suo sistema”, dice Shuman Ghosemajumder, gestore del motore di ricerca per la fiducia e la sicurezza. ”E ‘assolutamente nel nostro interesse e per quello degli inserzionisti avere fiducia in questo settore.”

continua… parte seconda

 

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